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Realizzato nel corso del XVIII secolo, comprende
un monastero ed una chiesa, un’insieme particolarmente armonico
divenuto possesso dei Savoia nel 1837. Fu poi in seguito venduto
a privati.
Carlo Alberto vi apportò notevoli modifiche tra cui la
trasformazione del monastero in residenza di caccia, altri
cambiamenti furono voluti da Vittorio Emanuele, grande
appassionato di caccia che diede un’impronta di notevole
sobrietà al castello.
Particolare la camera da letto della Bella Rosin, l’unica della
costruzione che abbia un bagno.
Segno di profonda religiosità e squisitamente femminile è
mostrato dalla stanza di Maria Clotilde, figlia del Re, dove si
possono ammirare splendidi ricami ed un inginocchiatoio.
Molti sono i particolari affascinanti che
caratterizzano gli interni del castello, tra cui la stanza per
la musica e i vari dipinti, su cui spicca il ritratto della
“Dama in nero”che pare sia da attribuire a Van Dyck o ad un
allievo della stessa scuola.
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