Ricerca personalizzata

Consiglia il sito su Google

La Certosa di Monte Benedetto

Percorrendo la strada di accesso al Parco Orsiera Rocciavrè che sale dal comune di Villarfocchiardo, ci si trova al cospetto di una imponente costruzione in una cornice di pascoli e boschi.

L’Ordine dei Certosini fu fondato da Bruno di Colonia nel 1084 e si diffuse da una località montuosa francese chiamata Chartreuse. I certosini giunsero a Monte Benedetto negli ultimi anni del XII secolo vivendo nella certosa per quasi trecento anni.
Nei primi anni del 1500 i monaci si trasferirono nella grangia di Banda e successivamente nella certosa reale di Collegno, il trasferimento avvenne a causa di un’inondazione del rio Fontane che danneggiò la certosa e il grande chiostro.
Il complesso rimase ai certosini che lo utilizzarono ancora come centro di produzione agricola fino alla fine del XVIII.
In seguito all’alienazione dei beni religiosi disposta da Napoleone nella prima metà dell’800, la certosa venne acquistata da privati che la trasformarono in cascina.

Il percorso autoguidato.
Una passeggiata di circa trenta minuti, lungo un percorso ad anello, permette di ammirare i resti del complesso di Monte Benedetto.

La fornace.
Accanto al sentiero che dal ponticello porta verso la certosa si trovano i resti di una costruzione circolare, probabilmente realizzata nei primi del 1800 : si tratta di una fornace per la cottura della calce.

Il muro di cinta.
Come tutte le certose anche quella di Monte Benedetto era protetta da una cinta muraria costruita appositamente per evitare che i rumori del mondo esterno potessero disturbare chi aveva deciso di dedicare la propria vita esclusivamente a Dio.

L’esterno della Chiesa.
La costruzione originaria presentava sul lato nord la Sacrestia, sul lato sud la sala capitolare. Il tetto in lose è ancora visibile.

Il Grande Chiostro.
E’ il cuore pulsante di ogni certosa.
Di questo importante struttura rimane ben poco, alcuni cumuli di sassi e alcune pietre infisse nel terreno, gli stipiti delle porte di alcune celle, riconoscibili per la scanalatura che fungeva da battuta per la porta.

La segheria.
Della segheria non rimane che i toponimi “Rio della sega” e “ponte della sega”, probabilmente le strutture, che si trovavano nelle vicinanze del corso d’acqua, furono spazzata via nel corso delle piene che si sono susseguite nel secoli.

La Correria.
Alcune rovine lungo il sentiero che sale da Villar Focchiardo testimoniano la presenza della Correria di Monte Bendetto.
Nella Correria vivevano i monaci che si occupavano di pastorizia e di altre attività atte a provvedere ai bisogni materiali del Monastero.

Foresteria di Montebendetto
La foresteria è aperta nel periodo estivo dal 1°giugno al 31 ottobre.
Capacità di 23 posti letto.
Tariffa pernottamento anno 2011 compreso utilizzo locale cucina - sala da pranzo:
Tariffa unica 12euro a persona per notte

Pianeta Torino

Hit Counter