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Il castello realizzato sopra
un’antica casaforte medioevale, sorge a poca distanza da
Torino sulle propaggini della collina
di Moncalieri.
Verso la fine del 1200, Tommaso II attuò la prima
trasformazione, il castello fu successivamente ampliato per
volere di Jolanda di Francia, moglie di Amedeo IX.
Due delle quattro torri cilindriche angolari, incorporate nella
facciata, sono ancora visibili.
Dopo un secolo di guerre e saccheggi, tornò agli antichi fasti
grazie a Carlo Emanuele I, Maria Cristina di Francia ed infine
di Carlo Emanuele II.
Le razzie napoleoniche non permettono un’adeguata valutazione
degli arredi, che si presume siano stati di notevole pregio
grazie ad artisti come Cignaroli, Piffetti e Bonzanigo.
Tra i gli ambienti ancora visibili, notevoli sono per la loro
particolarità il salottino cinese nell’appartamento dell’ultima
principessa che vi dimorò e il gabinetto da toeletta di Vittorio
Emanuele II a forma di tenda da campo.
Il castello fu teatro di periodi felici e bui, di lieti eventi e
lutti per la dinastia dei Savoia.
Tristi furono gli ultimi giorni trascorsi da Vittorio Amdeo II,
dopo aver tentato di riprendere il poter al figlio, al quale lo
aveva lasciato abdicando, sicuramente più felici, secondo voci
maligne, le ultime ore di Vittorio Amedeo III, che esalò gli
ultimi respiri di vita nella braccia di una certa Madame Muriand,
dopo una serie di eccessi erotici.
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