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AL MUSEO EGIZIO UN NUOVO ALLESTIMENTO
DEDICATO AGLI SCAVI DI ERNESTO SCHIAPARELLI

GLI SCAVI DI SCHIAPARELLI AD ASSIUT E GEBELEIN

L’allestimento temporaneo collocato nella sala al primo piano racchiude reperti degli scavi condotti da Ernesto Schiaparelli successivamente alla scoperta della Tomba di Kha (esposta precedentemente proprio in questo spazio). L’allestimento, al di fuori della sequenza cronologica, permette al visitatore di vedere reperti altrimenti destinati al magazzino per via dei lavori in corso in Museo.
I reperti custoditi nel nuovo allestimento temporaneo risalgono alle campagne di scavo condotte dall’allora Direttore del Museo Egizio di Torino nelle località di Assiut (anni 1905, 1908, 1910, 1911-13) e di Gebelein (anni 1910, 1911, 1914 e 1920). Questi scavi fornirono una notevole quantità di reperti e corredi funerari, molti dei quali databili al Primo Periodo Intermedio (2190-1976 a.C.) e agli inizi del Medio Regno (1976-1646 a.C.).
I corredi funebri esposti nella nuova sala appartengono a governatori provinciali che si erano arricchiti in seguito al declino del potere regale centralizzato dell’Antico Regno e presentano numerosi elementi in comune:

  • i sarcofagi sono di forma rettangolare, lunghi e stretti con una coppia di occhi raffigurati all’estremità di uno dei lati lunghi, collocati in modo da permettere al defunto di guardare al di fuori del sarcofago (il corpo non veniva infatti posizionato in posizione supina, ma veniva
    appoggiato su un fianco)
  • la presenza di modellini di imbarcazione serviva al defunto per compiere il viaggio verso Abido, la città sacra ad Osiride. Tutti i modelli sono completi di rematori e alcune presentano anche un baldacchino sotto al quale sarebbe stato sistemato il defunto
  • si possono osservare altri diorami (ambientazioni in scala che riproducono scene di vario genere) che rappresentano una serie di attività legate alla produzione di cibo e includono scene di agricoltura, di produzione del pane o della birra e raffigurazioni dei granai. La collocazione di questi modellini serviva a garantire il sostentamento del defunto nell’Aldilà; allo stesso motivo si deve la presenza di decine di sacchetti miniaturistici per le granaglie
  • le statue, di dimensioni variabili, che rappresentano il defunto sono solitamente stante e indossano un gonnellino-shendit e una parrucca a casco. Spesso recano in mano un bastone da passeggio ed eventualmente uno scettro per indicare il prestigio raggiunto.
    La ricchezza raggiunta dai proprietari di queste tombe, dovuta anche alla vicinanza alle rotte carovaniere, è ben testimoniata dalle dimensioni e dagli attributi delle grandi statue lignee di Assiut; in particolare, la statua più grande è realizzata in cedro del Libano, a conferma dei frequenti scambi commerciali dell’epoca.

 

 

 


Torino, martedì 29 marzo 2011 – In data odierna il Museo Egizio di Torino ha presentato alla stampa il nuovo allestimento dedicato agli scavi di Assiut e Gebelein, realizzati da Ernesto Schiaparelli tra il 1905 e il 1920. L’illuminazione del nuovo ambiente è stata offerta dal Dott. Cesare Schiaparelli, pronipote dell’illustre archeologo e Direttore Generale di Soleambiente s.r.l., azienda braidese attiva nel settore delle energie rinnovabili.
I reperti legati agli scavi effettuati dall’archeologo piemontese, precedentemente esposti nell’ala sotterranea (attualmente chiusa per l’avanzamento dei cantieri), trovano ora una precisa ed omogenea collocazione in una sala al primo piano. La nuova collocazione valorizza
maggiormente i reperti degli scavi di Assiut e Gebelein e ne facilita l’osservazione: l’esposizione è infatti stata pensata per essere completamente a misura di bambino, in piena sintonia con le esigenze di uno dei target di maggior importanza per il Museo. L’apposizione di nuove e più complete didascalie, maggiormente divulgative, arricchisce e completa la fruibilità dell’allestimento.
Nell’ottica di una valorizzazione ulteriore dei reperti, è stato appositamente studiato un sistema di illuminazione a LED a basso consumo da Soleambiente s.r.l. - il cui Direttore Generale, Cesare Schiaparelli, è pronipote dell’archeologo Ernesto Schiaparelli – che, sulla base del legame “affettivo” con il Museo Egizio, ha generosamente offerto l’illuminazione del nuovo spazio espositivo. L’intero allestimento sfrutta i vantaggi del sistema a LED, primi tra tutti la lunga durata dei dispositivi ed il basso dispendio energetico: il consumo dell’intera sala è infatti stimabile in circa 250W complessivi.
La disposizione dei LED all’interno della sala è modulare, elemento che consente di modificare l’allestimento con elevata versatilità, permettendo allo staff tecnico del Museo di orientare, spostare, rimuovere o implementare i faretti in maniera estremamente semplice, sulla base delle necessità espositive del momento.
Con un approccio da “sarti della luce”, focalizzato sulle particolari esigenze di un museo in progress e sul riutilizzo dei materiali espositivi esistenti, l’allestimento è così composto: per le vetrine è stata realizzata una tesata in bassa tensione corredata di 6 faretti da 3W ciascuno, mentre per le teche contenenti le statue ed il sarcofago è stata predisposta un’illuminazione indiretta mediante una tesata per ogni teca, corredata da 3 faretti da 6W ciascuno.
Il Museo si conferma come un luogo in costante trasformazione, che riesce a conciliare l’avanzamento dei lavori con le esigenze di accessibilità e fruizione dei reperti da parte del pubblico. La costituzione di un nuovo ambiente unico per raggruppare i reperti relativi agli
scavi archeologici di Ernesto Schiaparelli successivi alla Tomba di Kha è appunto un valido esempio di come si stia applicando la formula “sala per sala”: vengono effettuati interventi mirati su singole porzioni di edificio, riallestendo parti della collezione in ambienti diversi.

Il Direttore Eleni Vassilika ha sottolineato che: «L’impegno del Museo in questi anni di trasformazione è quello di garantire sempre a tutti i visitatori la piena fruizione dei reperti. In quest’ottica si inserisce la realizzazione del nuovo allestimento temporaneo appositamente dedicato agli scavi di Ernesto Schiaparelli, che permette al pubblico di apprezzare nel modo migliore le importanti testimonianze conservate in Museo. Ma la valorizzazione dei reperti molto deve anche all’attento lavoro d’illuminazione realizzato con passione da Soleambiente, che rappresenta un insolito e inaspettato collegamento con la figura di Ernesto Schiaparelli ».
Il Direttore Generale di Soleambiente s.r.l. Cesare Schiaparelli ha dichiarato: «In un momento in cui la difficile situazione economica rischia di penalizzare anche la cultura e lo scenario internazionale appare oltremodo complicato, siamo orgogliosi come azienda e sono felice a titolo personale ed affettivo di offrire la nostra competenza al Museo Egizio, partecipando alla sua trasformazione e, nel contempo, consentendo un significativo risparmio energetico. Abbiamo iniziato con una sala dedicata a Schiaparelli per le ovvie motivazioni ma saremo lieti di effettuare, se il Museo vorrà, ulteriori installazioni sempre con il fine di sostenere l’impegno della Direzione per la migliore valorizzazione delle collezioni».
L’allestimento presentato oggi rappresenta una prima collaborazione del Museo Egizio con l’azienda Soleambiente s.r.l., dettata non solo dal legame che entrambe conservano con la figura di Ernesto Schiaparelli, ma anche dall’incontro tra le esigenze del Museo e l’offerta su misura che l’azienda braidese è in grado di offrire ai propri clienti: una base di partenza per un eventuale sviluppo di future partnership tra le due realtà.
A proposito della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
È il primo esempio di costituzione, da parte dello Stato italiano, di uno strumento di gestione museale a partecipazione privata. È stata istituita ufficialmente il 6 ottobre 2004 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha conferito in uso per 30 anni i propri beni, insieme alla Regione Piemonte, alla Provincia di Torino, alla Città di Torino, alla Compagnia di San Paolo ed alla Fondazione CRT.

A proposito di Soleambiente s.r.l.
Nata nel 2009 a Bra su derivazione di una realtà preesistente attiva dal 2006, l’azienda opera nel settore della ricerca, dello sviluppo, dell’applicazione e dell’integrazione di sistemi ad energie rinnovabili. La mission che Soleambiente si prefigge per il comparto illuminazione consiste nell’incrementare la fruizione di sistemi di illuminazione a LED nell’ottica del risparmio energetico e di una riduzione dell’inquinamento. Nel tempo l’azienda si è specializzata nell’installazione di impianti luminosi con nuovi sistemi a LED, operando attraverso interventi non invasivi e a costi moderati, grazie all’impiego dei sistemi già esistenti.
 

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