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Continua
la celebrazione dei XX anni dell’Associazione Culturale Musica
90 e della sua creatura più preziosa, la stagione Dalle nuove
musiche al suono mondiale. Un momento di festa e di orgoglio per
il percorso di straordinaria esplorazione nella migliore musica
attuale, al contempo occasione per ricordare Gianpiero Gallina,
direttore artistico scomparso lo scorso anno.
Vent’anni di musica a Torino e in Italia, con una serie
iincredibile di prime assolute, hanno reso Musica 90 riferimento
fondamentale nell’attivare la passione per tutta la musica che
viene da lontano e non necessariamente dal mondo anglosassone.
Una rassegna per dare i giusti spazi al meglio della musica
colta contemporanea nel suo contaminarsi fra rock folk jazz e
avanguardia e sdoganare l’elettronica dal mondo
dell’underground.
Saranno dodici i concerti di questa seconda parte di stagione,
un appassionante viaggio attraverso le tendenze che non
dimentica le tradizioni, ricerca le origini del jazz e trasporta
nell’innovazione di oggi. Un percorso che include anche due
tappe del Progetto Unita che continua a sottolineare il valore
delle musiche popolari italiane e una incursione nel mondo della
performance.
Il debutto spetta agli Ulver, attesissimi alla prima data
italiana della loro carriera, alla Sala Espace il 18 febbraio. I
“lupi” norvegesi sono un gruppo cult, e la loro presenza non
deve stupire nel cartellone di Musica 90, perché se è vero che
sono nati – nel 1992 – come uno dei gruppi del grande movimento
black metal scandinavo hanno da sempre coltivato una profonda
attitudine alla ricerca musicale e concettuale. Il loro percorso
è un cerchio concentrico che dalle sonorità più scure si apre
negli anni all’elettronica più raffinata, riuscendo ad includere
folk e rock.
Il 26 febbraio al Teatro Vittoria – ritrovato spazio per le
proposte culturali cittadine – verrà presentata The Open,
performance di audio, video e danza prodotta da Musica 90 per la
regia di Mark Clear e con Chiara Rosenthal protagonista. Il
progetto, che coniuga le nuove tecnologie e il movimento del
corpo, allarga i confini dell’interazione fra l’artista e
l’ambiente scenico.
Il 4 e l’11 marzo, ancora all’Espace, due tappe di Progetto
Unita. Fabio Barovero – fondatore dei Mau Mau, produttore e
compositore con la passione per le musiche di tradizione –
esplora l’Italia per tracciare una vera e propria mappa
musicale. Musiche popolari e nuove tendenze, storie e credenze
si mescolano sul palco dando la possibilità ai musicisti
selezionati di comporre una vera orchestra che nel 2011
celebrerà i 150 anni dell’Unità d’Italia. I due concerti di
questa stagione saranno dedicati alle grandi isole italiane,
Sicilia e Sardegna e agli italiani “santi, poeti e navigatori”.
Sabato 13 marzo, all’Espace, saranno protagonisti gli inglesi
Broadcast. James Cargill e Trish Keenan con la collaborazione di
Julian House, la mente che sta dietro il progetto The Focus
Group, propongono una visione dell’elettronica intensa,
profonda, lontana dalla musica pop, capace di creare un umore,
un'atmosfera, un brivido. Si uniscono così cadenze tipicamente
britanniche a venature algide ed eteree generando
un'inquietudine costante che sa di paganesimo folk. Sono reduci
dalla pubblicazione di un fortunato EP che The Wire ha segnalato
come miglior disco del 2009.
Il Teatro Vittoria accoglierà poi, il 17 marzo, il progetto
Hairy Bones di Peter Brötzmann. Il sassofonista tedesco è uno
dei padri fondatori del free jazz europeo e per Musica 90 si
esibirà in concerto con una formazione unica che include tre
fuoriclasse della scena improvvisativa internazionale: il
batterista norvegese Paal Nilssen-Love, il bassista italiano
Massimo Pupillo, membro degli acclamatissimi Zu, e il
trombettista giapponese Toshinori Kondo già al fianco di
Brötzmann nel gruppo Die Like a Dog. Il risultato è una musica
di pura improvvisazione che si muove tra intensi groove e
momenti free molto forti, in un continuo interplay sonoro che
spinge tutti i componenti del gruppo verso nuove direzioni.
Ancora improvvisazione all’Astra il 23 marzo. Le immagini di
Roberto Masotti – noto fotografo della migliore musica italiana,
per lungo tempo fotografo ufficiale del Teatro alla Scala – sono
la scenografia ideale per la serata di improvvisazione jazz. Il
progetto, intitolato Improwysiwyg riprende il concept del
Wysiwyg, acronimo del mondo dell’informatica ai limiti del
pronunciabile, che significa What You See Is What You Get,
ovvero la (im)possibilità di ottenere nella pratica un’immagine
identica a quella visualizzata sullo schermo del computer.
L’idea viene tramutata in “gioco” attraverso la proiezione e
l’elaborazione in tempo reale di immagini fotografiche ora
astratte, ora narrative, scelte di volta in volta, sulle quali
interagiscono dal vivo, in un vero concerto per suoni e
immagini, i musicisti-improvvisatori Gianluca Petrella al
trombone, Michele Rabbia alle percussioni e Eivind Aarset alla
chitarra.
Il 25 marzo approda all’Espace Saba Anglana, pronta a presentare
in anteprima il suo secondo disco, Biyo. Padre italiano ex
ufficiale dell’esercito, madre etiope nata e cresciuta in
Somalia, Saba è un intreccio vivente di storie, destini, umori
che riguardano da vicino la memoria italiana e sempre di più il
futuro di una società dove le origini possono essere uno
straordinario bagaglio culturale e non un discrimine.
Una vera e propria orchestra, anche se atipica per origine e
formazione, si presenterà al Teatro Astra il 10 aprile per
proporre il progetto Viva La Black. Sud Africa, Inghilterra e
Italia si abbracciano in un concerto che testimonia il riuscito
incontro tra realtà geograficamente distanti ma accomunate da
uno stesso sentire e da una visione artistica con parecchi punti
di contatto, che rimanda all’incontro, negli anni ’60, fra un
piccolo drappello di musicisti africani denominato Blue Notes e
la scena jazzistica inglese, che diede origine alla Brotherhood
of Breath ovvero "fratellanza del respiro". Le musiche scritte
per questo ensemble sono emblematiche dell'opera di congiunzione
fra tradizioni ritmico melodiche proprie delle culture tribali
africane ed il jazz americano. Le stesse ispirazioni oggi
uniscono la musica della tradizione popolare con le libertà
della musica improvvisata attraverso una forte senso
civile/civico e sociale. Keith Tippett dirige il gruppone sul
palco con grande autorità, muovendo le masse sonore delle varie
sezioni in maniera plastica e inventiva, Julie Tippetts
inserisce la sua voce inconfondibile tra le fitte trame degli
arrangiamenti con grazia e discrezione, mentre Louis
Moholo-Moholo illumina la propulsione ritmica con figure
ritmiche cangianti. Senza dimenticare il contributo della
Minafric Orchestra e dei suoi splendidi fiati.
Sempre all’Astra, il 15 aprile, Dalle Nuove Musiche Al Suono
Mondiale mescola ancora le carte della tradizione presentando un
dj in uno spazio teatrale. Joakim è uno dei più rappresentativi
musicisti della scena elettronica francese e il suo set fra
musica e video, darà prova a Torino del suo eclettico talento.
Marc Ribot è un veterano della rassegna, con altre due presenze
nei vent’anni di storia, ma ascoltarlo è sempre una sorpresa.
Non solo per la lista impressionante di artisti con cui ha
collaborato nella sua carriera, ma soprattutto per la sua
capacità di allargare i confini del free punk jazz. In trio con
Henry Grimes al basso e Chad Taylor alla batteria il 28 aprile
al Teatro Vittoria e in collaborazione con il Folk Club.
Ultimo concerto della stagione è il progetto Whale Watching
Tour, presentato in collaborazione con sPAZIO 211 alla Sala
Espace il 4 maggio. Un concerto che vedrà sul palco molti
musicisti capitanati da Valgeir Sigurðsson musicista e
produttore islandese che ha collaborato con Bjork, CocoRosie e
Múm, fondatore nel 2006 dell’etichetta Bedroom Community e dei
Greenhouse Recording studios di Reykjavik. E allora sul palco
sarà una festa con i migliori artisti dell’etichetta – fra gli
altri Ben Frost autore di uno dei dischi meglio recensiti del
2009 - dove tutti gli artisti collaborano all’esibizione l’uno
dell’altro così come accade nelle registrazioni in studio. Un
degno finale di stagione e un appuntamento ai prossimi venti
anni di storia.
Info
Tel 011 19710079 www.musica90.net
Prevendite per gli spettacoli
INFO PIEMONTE, Piazza Castello angolo Via Garibaldi – Torino.
Tutti i giorni dalle 10 alle 18 (non si applicano diritti di
prevendita).
Sono previste riduzioni sui biglietti presentando al momento
dell’acquisto le tessere Fnac, Aiace, Abbonamento Musei, Torino
+ Piemonte Card. Sono disponibili biglietti ridotti
registrandosi sul sito
www.musica90.net
Per prenotare i posti a prezzo ridotto presso il Teatro Astra è
necessario recarsi alla cassa del teatro e presentare la mail di
conferma entro la settimana precedente il concerto.
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