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Un evento quasi epocale nel panorama dei Beni Culturali.
E'
uno degli edifici maggiormente rappresentativi della millenaria storia di
Torino.
Palazzo Madama, sede del Museo Civico D'arte Antica, riapre dopo 18 anni di
chiusura in cui in un complesso percorso di studi, ricerche e indagini, di
restauri e recuperi ha restituito alla città uno dei suoi simboli più belli.
L'operazione di restyling ha visto all'opera centinaia di persone e il sostegno
fondamentale, al fianco della Città di Torino, della Fondazione CRT, unico
sostenitore privato.
Da oggi, 16 dicembre, si potranno nuovamente ammirare lo splendido scalone dello
Juvarra, il percorso archeologico della Corte Medievale, le sale barocche, con
gli appartamenti delle due Madame Reali, Cristina di Francia e Maria Giovanna
Battista Savoia di Nemours, il Salone del Senato che ospitò i lavori delle
Camere dopo l'Unità d'Italia e le tre grandi sale del secondo piano, che
racchiudono importanti collezioni di arti decorative del muse.
L'opera di restauro ha permesso di riportare alla luce cromie originarie e decorazioni, come nel caso della facciata e dello scalone Juvarriani, ove è riemersa la decorazione voluta dall'architetto, o il recuperato allestimento ottocentesco nei registri superiori delle pareti e nella volta del Salone del Senato.
Inoltre, si è proceduto ad un adeguamento funzionale degli spazi, al restauro complessivo delle collezioni e alla loro catalogazione informatica: circa 70.000 opere e oltre 10.000 immagini digitali.
Nei lavori d'intervento sul palazzo si sono alternati oltre 150 restauratori e 71 ditte sono state impegnate nei restauri architettonici e delle collezioni museali.
Dipinti, sculture, codici miniati, maioliche e porcellane, ori e argenti, arredi e tessuti testimoniano la ricchezza di dieci secoli di produzione artistica italiana ed europea.
Il percorso museale, che si snoda su quattro piani, è stato inoltre arricchito da oltre 900 opere acquisite dal 1988 ad oggi, commentato dal oltre 3000 didascalie, 35 schede descrittive e 150 approfondimenti multimediali.
Le raccolte concernenti i primi secoli del medioevo, databili dal tardo-antico al Romanico, sono collocate al livello del fossato, nel Lapidario Medievale, e comprendono varie sculture, mosaici e oreficerie, tra cui spicca il prezioso Tesoro di Desana.
Il piano terra ospita gli ambienti quattrocenteschi. Un itinerario che va dal Gotico al Rinascimento, con pitture, sculture, miniature e oggetti preziosi, da segnalare il duecentesco scrigno di Guala Bicchieri, in larga parte provenienti dai territori del Piemonte e databili tra il XIII e il XVI secolo; nella sala circolare della Torre Tesori, una delle torri quattrocentesche, troviamo una selezioni di capolavori tra cui il famoso Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry e una serie di oggetti da'arte databili tra il Cinquecento ed il Seicento, proveniente dal "gabinetto delle meraviglie" di Carlo Emanuele.
Al piano nobile del palazzo sono esposte opere provenienti dalle collezioni sabaude, l'Assunta e al San Gerolamo di Orazio Gentileschi, i paesaggi di Vittorio Amedeo Cignaroli, inoltre opere di Jean Miel e Bartolomeo Guidobono.
Spicca un'importante selezione d'arredi, frutto della perizia di artigiani ebanisti piemontesi, italiani e francesi.
All’ultimo piano le raccolte di arte decorativa comprendenti maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, oreficerie e metalli e lo straordinario nucleo di vetri dorati, dipinti e graffiti, unico al mondo per quantità e qualità, dono del marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio nel 1890.
La Grande Sala del Senato, cui si entra dopo aver percorso lo scalone, sarà destinata alle esposizioni temporanee, mentre è stato reso accessibile l'avancorpo juvarriano e la grande sala della Corte Medievale, al piano terra, dove lo scavo archeologico e i camminamenti vetrati consentono l'osservazione delle molte stratificazioni e delle diverse fasi costruttive dell'edificio.
Inoltre si è scelto di conservare nelle Sale delle Arti Decorative le 73 vetrine degli anni '30, realizzate dalla ditta Fontana Arte di Milano, allora diretta da Giò Ponti, restaurando la struttura lignea e rifunzionalizzando le luci, i grandi vetri curvi, il gioco di specchi dei ripiani e dei fondi.
Proiettato verso un nuovo rapporto con il pubblico, il Museo è dotato di una libreria specialistica al bookshop, una aerea relax, audioguide per ipovedenti, un ascensore panoramico vetrato inserito in una delle antiche torri, da cui si può ammirare il magnifico panorama che offre questa città sempre in cammino verso il futuro, che non dimentica le sue radici.
Per finire, nella Camera della Galleria con i dipinti di Cignaroli alle pareti, nell'affascinante cornice della Veranda Nord progettata da Filippo Juvarra è ospitato il Caffè Madama.
I numeri di
Palazzo Madama
28.677 punti quotati
del rilievo architettonico delle facciate esterne
95.786 punti quotati del rilievo architettonico delle sale
interne
636 tavole di rilievo
1.226 saggi stratigrafici
6.779 mq di spazio espositivo e servizio del Museo
407 mq di scavo archeologico
1.100 mq di stucchi restaurati
1.344 mq di palchetti restaurati
135 restauratori impegnati nel restauro architettonico
78 ditte impegnate nel restauro delle collezioni e del Palazzo
45 studiosi impegnati nelle richerche storico-artistiche
8 pubblicazioni sul Palazzo e Museo dell'avvio del progetto
3.000 didascalie denle percorso espositivo
70.000 circa il numero delle opere delle collezioni museali
2.500 circa il numero delle opere esposte
900 nuove opere entrate a far parte delle collezioni dal 1988 ad
oggi
10.000 le immagini digitali nel catalogo informatizzato delle
collezioni
20.523 opere traslocate nei nuovi deposisti esterni (luglio
2000-marzo2001)
70.000 circa le schede di catalogo informatizzate
85 vetrine espositive originali degli anni Trenta restaurate
3.631 cercamiche nelle collezioni del Museo
150 approfondimenti multimediali
90.000 volumi della biblioteca d'arte
17 postazioni informatiche per il pubblico
300.000 fototipi dell'archivio fotografico
1 ascensore panoramico, vetrato
Sede Piazza Castello, Torino
Altre informazioni Tel +39 011 443350
palazzomadama@fondazionetorinomusei.it
http://www.palazzomadamatorino.it
Banco Informazioni +39.011.4433501
Orari Apertura
Scalone e Corte Mediavale -
entrata gratuita
da martedì a venerdì e domenica 9.00 - 19.00;
Sabato 9.00 - 20.00 Lunedì chiuso
Museo Civica d'Arte Moderna
da martedì a venerdì e domenica 10.00 - 18.00
sabato 10.00 - 20.00 lunedì chiuso
La biglietteria chiude un'ora prima
Per le scuole: 9.00 - 17.00 da martedì a venerdì (su
prenotazione)
Biglietti
Biglietto unico valido per le collezioni permaneti e per le
mostre contemporanee
- Intero 7.50euro - Ridotto 6.00euro
gruppi di più di 15 visitatori previa prenotazione
visitatori di età superiore ai 65 anni
ragazzi in età compresa fra i 10 e i 18 anni (gratuito se meno
di 10 anni)
studenti universitari, previa esibizione del libretto
universitario, che non abbiano conpiuto i 26 anni di età
associazioni culturali convenzionate
Accesso libero ai possessori di tessara ICOM, Abbonamento Musei
Torino Piemonte,
Torino Card e altri biglietti promozionali proposti dalla città.
Il castello che vediamo alle spalle della facciata settecentesca, fu fatto costruire dal Juvarra, nel 1276 commissionato dal Marchese Guglielmo VII di Monferrato, allora padrone di Torino.
Lo Juvarra utilizzò la solida muraglia del primo periodo imperiale e le due torri poligonali romane che costituivano la porta orientale verso il Po.
Quattro anni dopo, Torino divenne possedimento dei Savoia.
Tra il 1402 ed il 1418 il castello fu ampliato con due torri rotonde, anch’esse rivolte verso il Po
Fu proprio in questo castello, che Amedeo VIII, dopo aver riunito i domini sabaudi, ricevette il giuramento di fedeltà dai feudatari e dai comuni piemontesi.
L’edificio divenne residenza torinese dei duchi, la cui sede era ancora a Chambery, fino all’occupazione francese del 1536-1563.
Quando Emanuele Filibertò riuscì a recuperare il ducato preferì stabilire la sua residenza nella sede del Vescovo, dove più tardi fu costruito il Palazzo Reale.
Nel XVII secolo, il castello fu scelto come residenza preferita da Maria Cristina di Francia, vedova di Vittorio Amedeo I e reggente per il figlio.
Da allora il castello prese il nome di “Palazzo Madama”.
Successivamente nel castello visse anche la seconda Madama Reale: Giovanna Battista di Savoia-Nemours, vedova di Carlo Emanuele II e reggente per il figlio Amedeo II.

A lei si si deve la radicale trasformazione, con la facciata costruita sempre dal Juvarra tra il 1718 ed il 1721.
Nel 1799, in epoca di dominazione francese, il generale Barthélemy-Catherine Joubert insediò, simbolicamente, la sede del governo provvisorio.
Il palazzo iniziò a perdere oltre alla sua funzione di dimora, anche la sua unità subendo ampie modificazioni: prigione, sede del commissariato di polizia, di uffici amministrativi, degli alloggi degli impiegati e delle loro famiglie.
Sarà il re Carlo Alberto a riqualificare le sorti dell’edificio, destinandolo, nel 1832, a sede della Regia Pinacoteca.
Inoltre nel 1848, il re colloca nel grande salone al primo piano il Senato Subalpino, più tardi, nel 1869, il palazzo accoglie un altro importante organo istituzionale: la Corte di Cassazione.
Nel 1883 Alfredo D’Andrade dà il via ad imponenti scavi archeologici ricostruendo la storia dell’edificio: le mura medievali esterne, le arcate della corte, i resti della porta romana e del lastricato che la attraversava.
Quando nel 1934 Palazzo Madama diviene la sede del Museo Civico d’Arte Antica, sono già state ripristinate le merlature, il tetto e i cammini di ronda.
Dal 1988 Palazzo Madama è chiuso. Un complesso lavoro di adeguamento dei locali e rifacimento degli impianti tecnologici ha dominato la prima fase dei lavori.
I lavori per la riapertura al pubblico del Museo Civico d'Arte Antica
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