Pietro Micca
7 Settembre 2008
302° anniversario della Liberazione di Torino dall’assedio francese del
1706.
Nelle
giornate di sabato 6 e domenica 7 settembre si sono svolte nelle
vie del centro storico torinese le celebrazioni per il 302°
anniversario della Liberazione di Torino dall’assedio francese
del 1706
Il ricordo e l'omaggio al Generale Amoretti, lo studioso dell'assedio,
scomparso il 15 luglio scorso, si è affiancato a quello del fatto
storico e del suo leggendario protagonista, il minatore
Pietro Micca.
Guido Amoretti, è l'appassionato studioso
che ha riscoperto e restaurato molte parti delle gallerie
difensive della cittadella, che ha ristabilito la verità storica sul
sacrificio di Pietro Micca, ed ha diretto dalla sua fondazione
per molti anni il Museo omonimo, inaugurato in occasione del
centenario dell'Unità d'Italia nel 1961. Grazie a mezzo secolo
di appassionato lavoro, l'episodio dell'assedio del 1706 e la
vasta rete di gallerie difensive della città da patrimonio
quasi esclusivo degli studiosi sono gradualmente diventati
vanto e memoria collettiva della città.
Ed è importante che sia così, infatti l'Italia e gli italiani
esistono anche grazie a quei 117 giorni durante i quali i 44000
soldati del duca De La Feuillade assediarono invano per volontà
di Luigi XIV, il Re Sole, la nostra città, difesa da 10500
soldati piemontesi e austriaci e dagli stessi cittadini
torinesi.
Erano gli anni della guerra di successione spagnola e Vittorio
Amedeo II di Savoia pur stretto tra gli spagnoli in Lombardia e
i francesi a ridosso delle altre, ridotte, frontiere piemontesi,
strinse temerariamente alleanza col nemico della coalizione
franco-spagnola: gli Asburgo.
Il sovrano piemontese scelse così
la più pericolosa delle scommesse: vincere contro francesi e
spagnoli e liberare una buona volta Torino e gran parte del Piemonte dalla loro presenza minacciosa e dalla certezza di una
permanente sudditanza, o perdere la guerra e sparire
definitivamente come stato e come dinastia regnante. Sappiamo
come è andata e anche Superga, eretta in ringraziamento sulla
nostra collina, la via Pietro Micca e lo stesso Borgo Vittoria,
ci ricordano l'importanza che il definitivo consolidamento della
dinastia Savoia e del Piemonte, ebbero per le sorti del futuro
stato nazionale italiano.
Ecco dunque, alla luce della storia, giustificata l'aura
leggendaria che oggi ha la figura di Pietro Micca: un povero
minatore, arruolato assieme ad altri 50 come lui, nelle fila
dell'esercito per consolidare ed estendere la rete delle
gallerie difensive che si diramavano dalla cittadella.
E poco importa se nel suo "Journal Historique du Siege de la
Ville et de la Cittadelle de Turin", il comandante delle
artiglierie, conte Solaro della Margherita, forse già un po'
invidioso per la nascente fama del soldatino, attribuì la sua
morte più ad un errata valutazione della durata della miccia che
ad un atto di consapevole sacrificio. A noi importa che Pietro
Micca fece, nel suo ruolo ed in quel momento, la cosa migliore e
più generosa che poteva fare mandando al sicuro il commilitone
troppo impacciato ".. scappa via tu e salvati, che sei più
lungo di una giornata senza pane...". Eroe più semplice e
popolare non potevamo desiderare.
7 Settembre 2008
302° anniversario della Liberazione di Torino dall’assedio
francese del 1706.