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La Galleria Sabauda a Palazzo
Madama libera il museo Egizio
Il trasloco renderà possibile l'avvio dei lavori
Cotto e mangiato. Le opere della
Galleria Sabauda troveranno un
prestigioso «parcheggio» a Palazzo
Madama liberando via Accademia delle Scienze e permettendo
l’avvio nei tempi previsti del cantiere che trasformerà il
Museo Egizio
in qualcosa di spettacolare.
Nell’arco di 24 ore, dall’appello lanciato dal sindaco
Chiamparino alla risposta della direttrice regionale dei Beni
culturali Liliana Pittarello, la città ha risolto un problema
che rischiava di pregiudicare il già traballante - vista la
penuria di fondi - appuntamento del
2011 quando si festeggeranno i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Quel giorno, senza l’ok arrivato ieri pomeriggio dalla
Pittarello e dalla sovrintendente ai Beni storici e artistici,
Carla Enrica Spantigati, si sarebbe corso il rischio che la
città accogliesse i turisti senza o con una parziale
disponibilità di due dei suoi gioielli più preziosi. Invece i
lavori di adeguamento della Manica lunga per accogliere la
Sabauda inizieranno - parola di Pittarello&Spantigati - «appena
avremo estrapolato dal piano esecutivo un lotto di lavori
possibili con gli 11,5 milioni di euro che potremo anticipare
accumulando tutti i fondi che già sappiamo di ricevere il
prossimo anno». Un lanciare il cuore oltre l’ostacolo che,
magari, ma le signore non lo dicono, scioglierà altri cuori ben
più duri. Come quelli che battono ai vertici della Compagnia di
San Paolo che ha più volte affermato di non volere consegnare i
20 milioni dei 40 necessari - e promessi - per la nuova Manica
senza avere «lì, sul tavolo», come diceva la pubblicità
dell’Olio Sasso, i soldi - una dozzina di milioni - annunciati
da Roma.
Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo, e questa è la vera
novità, partono i lavori per adeguare la Manica lunga alle
esigenze della Sabauda che, fino a quel giorno, farà bella
mostra di sé a Palazzo Madama dove «interagirà» con le
collezioni lì ospitate. Sapere con certezza che il palazzo di
via Accademia delle Scienze dall’ottobre del prossimo anno sarà
«libero», permetterà quest’autunno alla Fondazione Museo Egizio,
con gran soddisfazione del suo presidente Alain Elkann che per
primo aveva lanciato l’allarme («Non c’è più tempo da perdere»),
di indire il bando per scegliere l’impresa alla quale affidare
la realizzazione del progetto di Isola: valore 50 milioni,
interamente finanziato. «Un aspetto importante del bando - ha
spiegato Pittarello - è comunicare alle ditte partecipanti
quando potranno avere a disposizione i piani alti dell’edificio.
Ora lo sanno». E questa primavera potranno partire i lavori che
prevedono due traguardi o, come ha detto il presidente Elkann,
«due inaugurazioni».
La prima nel 2011 quando sarà pronta la parte ipogea che si
scaverà sotto il cortile, più il piano terra con lo statuario e,
soprattutto, la tomba di Ka. Quest’ultima, com’è noto, è la
gemma dell’Egizio perché ritrovata intatta e inviolata e che,
dalla sala in cui è oggi costretta e sacrificata, potrà
finalmente «esplodere» come ha detto l’assessore alla Cultura,
Fiorenzo Alfieri, che attorno a quel tesoro ha tenuta più di una
lezione sull’antico Egitto quando faceva l’insegnante: «In
quella tomba è raccolto ogni aspetto e testimonianza utile a
raccontare una civiltà affascinante, basta sedercisi in mezzo.
Una cosa che nel nuovo museo sarà finalmente possibile». Nuovo
museo che sarà tale nel 2013, quando i lavori termineranno e gli
attuali due piani occupati dalla Sabauda accoglieranno i tesori
archeologici.
di Beppe Minello
fonte La Stampa
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/37301/
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