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San Giorio di Susa
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Il comune di San Giorio di Susa dista circa quaranta chilometri da Torino ed è situato in una zona altimetrica compresa tra i 306 metri della fondovalle e i 2801 metri della punta Cristalliera. La sua origine sembra sia dovuta a stanziamenti dei popoli Celto Liguri; dal rinvenimento di un antica pietra miliare romana si ha la conferma che proprio per San Giorio passasse la via consolare per le Gallie, a conferma, il ritrovamento di un alcune monete romane appartenenti all’epoca dell’imperatore Massenzio ritrovate in località Gringiaggio. Nel X secolo
il paese subì la furia distruttrice dei Saraceni,
successivamente, nell’anno 1001, il borgo venne ceduto
dall’imperatore Oddone III al marchese Olderico Manfredi e nel
1029 divenne feudo.
Il castello
conobbe il massimo dell'efficienza bellica nel XV secolo per poi
lentamente perdere importanza nel corso del secolo successivo,
pur rimanendo sede di un presidio militare. Scendendo a valle, al di fuori della cinta muraria, si erge la Domus Fortis o Casaforte che risale al XIV secolo.
La tesi che vuole che tra i feudatari di San Giorio fossero presenti sia quelli fedeli al Papa, sia quelli fedeli all'imperatore, è avvalorata proprio dalla merlatura ghibellina a forma di coda di rondine della Casaforte, mentre merli guelfi , quadrati, orlano il Castello. Il Castello e la Casaforte costituiscono, con il Campanile Romanico dell'XI secolo, con la Cappella di San Lorenzo (detta del Conte) e con il Monumento Nazionale di piazza Velino del secolo XIV il Pentagono monumentale di San Giorio. La cappella di San Lorenzo del1328 è la sede distaccata del Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa. Restaurata nel duemila offre ai visitatori, con i suoi affreschi ben conservati, uno spaccato di storia, arte e religiosità medievale. Adiacente al lato sud esiste una roccia coppellata di epoca celtica di grande interesse. È aperta al pubblico con visite guidate nei pomeriggi festivi da aprile a ottobre. Un affresco del 400, raffigurante San Giorgio che vince il drago, arricchisce la facciata della Cappella di San Sebastiano. La Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Giorgio Martire ed edificata nel secolo XI e XII, poi successivamente ampliata nel 1836 e restaurata del 1983-84, conserva la Pala d'altare, dipinta da Bartolomeo Giuliano del 1852; della Chiesa Parrocchiale si può anche ammirare la Vetrata policroma sopra l'Orchestra, realizzata nell'anno Santo 1950 con il tema di San Giorgio che trafigge il Drago e libera la fanciulla. San Giorgio trionfante tra gli angeli è invece rappresentato dal Morgari nell'affresco sulla volta della navata centrale della Chiesa, sempre della Chiesa Parrocchiale suggestivo è l'angolo in cui capeggia il Confessionale e Pulpito Settecentesco. A lato della
parrocchia si può inoltre scorgere la Porta dl'Ort, risalente al
XIII secolo. Cliccare sulle fotografie per ingrandirle Per la richiesta di fotografie in alta risoluzione scrivere a Pianeta Torino |