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Tra i tanti record, Torino ne
detiene uno di cui faremo volentieri a meno, quello di città con
il maggior numero di omicidi insoluti di donne.
Questa città diamante dalle mille sfaccettature che ogni volta
ci mostra una parte di sé che non conoscevamo; questa città in
cui si respira una strana atmosfera, tanto amata da Dario
Argento, è quella che ho conosciuto ieri sera con il tour Torino
Gialla della Somewhere.
Come sempre il nostro pullman ci aspetta per portarci sui luoghi
dei racconti.
Seduta, osservando la notte che scorre via, lascio che la voce
di Pier ci accompagni nel passato per raccontarci alcuni casi
insoluti del passato.
Mi accorgo che dalla ferocia dei delitti, dallo scarso bottino o
dai futili motivi, il tutto potrebbe essere ambientato ai giorni
nostri.
Partiamo alla volta della Contrada di San Filippo (Via Maria
Vittoria).
Siamo nel 1918 e nonostante la Grande Guerra, il caso di Don
Guglielmo Gnavi, noto come il crimine “del prete fatto a pezzi”
riempì le cronache cittadine e per un po' fece dimenticare gli
orrori del conflitto.
Tutto iniziò, quando fu vista galleggiare una gamba nel Po.
Era l’inizio di un giallo che sconvolse l’opinione pubblica.
I giornali occuparono pagine intere con i resoconti delle
indagini che portarono ad un certo Anselmini.
Personaggio molto strano, che già aveva suscitato i sospetti
della portinaia della casa che aveva preso in affitto.
Quello che più aveva suscitato la curiosità della donna, era
stato l’arrivo di Anselmini con un prete che non era più stato
visto uscire.
Alcuni giorni dopo, la donna vide l’affittuario trasportare una
grossa cesta di vimini su per le scale.
A questo punto si doveva fare qualcosa.
Così la portinaia chiamò la padrona di casa e con l’aiuto di un
inquilino, che si finse fuochista, suonarono alla porta
dell’Anselmini chiedendo di poter entrare per controllare il
camino.
Quando l’uomo finalmente si decise ad aprire, le due donne
notarono subito che tutto era rimasto identico come nel giorno
in cui l’uomo aveva preso possesso dell’alloggio.
Non una sedia spostata, nessun oggetto nuovo, polvere sul
tavolo, solo nell’armadio c’è qualcosa di strano: un vestito da
prete ed un breviario.
Mentre il finto fuochista si accingeva a mettersi all’opera, le
due donne si diressero verso il bagno e inorridite trovarono
sangue sulle pareti, sul pavimento, un tappeto che probabilmente
l’Anselmini stava cercando di ripulire.
A questo punto l’uomo si dà ad una fuga precipitosa e …
...e il resto ve lo lascio raccontare da Pier, insieme con altre
storie della Torino noir, in questo viaggio a ritroso da non
perdere.
A conclusione, molto toccante, la visita al
museo delle carceri
delle Nuove, al famigerato 1° braccio tedesco, dove nella
seconda guerra mondiale furono rinchiusi molti detenuti
politici, uccisi poi per rappresaglia o deportarti.
Somewhere Tour Operator |
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