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Mille e non
più mille sono le leggende sull’origine di Torino e del suo
nome.
Una di queste, scritta da Ghirardi nell’Almanacco di Torino per
il 1881, narra di un toro coraggioso che affrontò ed uccise un
terribile serpente, forse un drago, che
seminava il terrore tra gli abitanti della città:
"C’era una volta un gran serpente di non so quante
teste, che abitava nei boschi dei dintorni di Torino ed era il
terror dei viandanti e la desolazione dei cittadini, poiché
tanti acchiappati altrettanti divorati.
I torinesi sbigottiti non osavano affrontare il terribile
ammaliatore: perché è necessario sapere che il mostro appena
affisava un cotale, il meschinetto era spacciato; se invece il
viandante fosse stato il primo a mirar la brutta bestiaccia,
questa perdeva tutta la sua potenza e ferocia; insomma la
vecchia fiaba del basilisco.
La gran disgrazia; nessuno arrivava mai ad ammaliare il
serpente.
Però in città c’era un gran toro, dove e chi lo mantenesse ed a
che, non importa sapere.
Spinto il cornuto quadrupede contro il mostruoso divoratore
d’uomini, a forza di cornate lo uccise e liberò la città, ove fu
ricevuto con grandi feste, e per riconoscenza lo si inchiodò
nello stemma." |